Il turismo può essere una delle chiavi per salvare i piccoli comuni e contrastare lo spopolamento delle aree interne. Non è l’unica strada possibile, ma rappresenta senza dubbio una leva strategica, economica e sociale, capace di generare opportunità e valorizzare le identità locali. È questo il messaggio lanciato dalla sindaca di Bovino, Stefania Russo, in vista di un appuntamento importante per il nostro territorio.
Dal 10 al 12 febbraio Bovino sarà protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT) di Milano, insieme ai Comuni dell’Area Interna dei Monti Dauni e ai Borghi più belli di Puglia. Una scelta che conferma una visione chiara: il turismo non può essere improvvisazione né semplice alternativa al turismo di massa, ma deve nascere da una strategia condivisa, capace di fare rete e di rispettare l’anima autentica dei borghi.
«Serve una visione che eviti la banalizzazione dei paesi e che non ne snaturi l’essenza», sottolinea la sindaca. Un richiamo forte alla qualità, alla sostenibilità e alla tutela dell’identità culturale, storica e paesaggistica di luoghi come Bovino.
I numeri, intanto, parlano chiaro e sono incoraggianti. Le presenze turistiche nel nostro comune sono cresciute in modo significativo: dalle 5.493 del 2023 alle 6.345 del 2024. Un dato che conferma come l’offerta turistica di Bovino stia intercettando un interesse crescente, premiando un modello basato su cultura, storia, natura e accoglienza.
Bovino rientra infatti tra i comuni a vocazione montana e a forte caratterizzazione culturale, artistica e paesaggistica. Gli indici che analizzano intensità e caratteristiche dell’offerta e della domanda turistica collocano il paese in una fascia media, mentre l’indice sintetico delle attività economiche connesse al turismo si posiziona in fascia alta: risultati di tutto rispetto per una realtà di piccole dimensioni.
La partecipazione alla BIT rappresenta quindi non solo una vetrina promozionale, ma anche un’occasione di confronto, crescita e consolidamento di un percorso che punta sul gioco di squadra e sulla valorizzazione delle aree interne.
Bovino c’è, con le sue bellezze, la sua storia e una visione chiara del futuro.

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