Non è iniziato nel migliore dei modi il 2026 per la nostra Bovino. Nella mattinata di oggi giovedì 1° gennaio è stato fatto brillare in sicurezza un ordigno inesploso rinvenuto in un angolo nascosto di un’aiuola della Villa comunale, uno dei luoghi più frequentati del paese.
L’allarme era scattato già durante la notte di San Silvestro. I carabinieri della locale stazione hanno immediatamente attivato il piano di emergenza e presidiato l’intera area per tutta la notte, mettendo in sicurezza la zona ed evitando potenziali conseguenze drammatiche. In mattinata sono giunti da Bari gli artificieri dell’Arma, insieme a un tenente dei carabinieri, che hanno provveduto a neutralizzare l’ordigno facendolo “brillare” senza rischi per la popolazione.
Sconcerto e indignazione sono stati espressi dalla sindaca di Bovino, Stefania Russo, che in un post sui social ha commentato quanto accaduto: «Tutto è bene quel che finisce bene, ma resta la rabbia per la stupidità di chi non pensa che per uno scoppio si mette a rischio la propria vita e quella degli altri». La prima cittadina ha poi aggiunto una riflessione che ha colpito molti concittadini: «E se in quell’angolino fosse andato a giocare un bambino?».
Parole che si inseriscono in un contesto più ampio di cronaca provinciale segnato, ancora una volta, dagli effetti devastanti dei botti di Capodanno. Le cronache parlano infatti del grave episodio avvenuto a Vieste, dove un sedicenne ha perso una mano mentre tentava di accendere un petardo, un gesto spesso considerato un “divertimento” ma che, come sottolineato dalla sindaca Russo, «è un gesto criminale, nei confronti di se stessi e della comunità».
L’allarme era scattato già durante la notte di San Silvestro. I carabinieri della locale stazione hanno immediatamente attivato il piano di emergenza e presidiato l’intera area per tutta la notte, mettendo in sicurezza la zona ed evitando potenziali conseguenze drammatiche. In mattinata sono giunti da Bari gli artificieri dell’Arma, insieme a un tenente dei carabinieri, che hanno provveduto a neutralizzare l’ordigno facendolo “brillare” senza rischi per la popolazione.
Parole che si inseriscono in un contesto più ampio di cronaca provinciale segnato, ancora una volta, dagli effetti devastanti dei botti di Capodanno. Le cronache parlano infatti del grave episodio avvenuto a Vieste, dove un sedicenne ha perso una mano mentre tentava di accendere un petardo, un gesto spesso considerato un “divertimento” ma che, come sottolineato dalla sindaca Russo, «è un gesto criminale, nei confronti di se stessi e della comunità».
Numerosi anche i messaggi di ringraziamento rivolti alle forze dell’ordine. Molti cittadini bovinesi hanno voluto pubblicamente elogiare il comandante della stazione dei carabinieri, Salvatore Scognamiglio, e i suoi uomini «per aver presidiato la villa comunale e attivato il piano di emergenza», ringraziando allo stesso tempo il reparto artificieri dei carabinieri di Bari «per aver garantito la nostra sicurezza». «Sono atti gravissimi in una piccola comunità quale Bovino», ha scritto, esprimendo apprezzamento anche per l’operato della sindaca.
Quanto accaduto riaccende l’attenzione sui rischi legati all’uso irresponsabile di botti e ordigni esplosivi, soprattutto in contesti pubblici e frequentati. A Bovino, grazie al pronto intervento delle istituzioni e delle forze dell’ordine, si è evitato il peggio. Ma resta forte la preoccupazione – e l’appello – affinché simili episodi non si ripetano.
Quanto accaduto riaccende l’attenzione sui rischi legati all’uso irresponsabile di botti e ordigni esplosivi, soprattutto in contesti pubblici e frequentati. A Bovino, grazie al pronto intervento delle istituzioni e delle forze dell’ordine, si è evitato il peggio. Ma resta forte la preoccupazione – e l’appello – affinché simili episodi non si ripetano.

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