Non sembra esserci pace per le colonie feline della nostra cittadina. Dopo le segnalazioni dei mesi scorsi, un nuovo episodio riporta l'attenzione su un problema che non dovrebbe più essere ignorato.
Nei giorni scorsi, in zona Chiesa del Carmine, sono stati trovati chiodi e viti mescolati al cibo contenuto in una ciotola destinata ai gatti. Si è immediatamente provveduto a rimuovere gli oggetti di metallo.
Nei giorni scorsi, in zona Chiesa del Carmine, sono stati trovati chiodi e viti mescolati al cibo contenuto in una ciotola destinata ai gatti. Si è immediatamente provveduto a rimuovere gli oggetti di metallo.
Un gesto che, se non fosse stato scoperto in tempo, avrebbe potuto provocare conseguenze gravissime agli animali.
Non sappiamo se qualche gatto sia riuscito a ingerire quei materiali e, al momento, non è quindi possibile stabilire quali conseguenze abbia avuto questo episodio. Di certo, però, la presenza di chiodi e viti nel cibo rappresenta un fatto estremamente grave e preoccupante.
Se ingeriti, infatti, questi oggetti potrebbero provocare lesioni interne, sofferenze e conseguenze anche mortali. E proprio questo rende ancora più difficile comprendere un gesto del genere: non si tratta soltanto del rischio di uccidere un animale, ma di esporlo a una possibile lunga e terribile sofferenza arrecata con inutile crudeltà.
L'episodio è stato denunciato ai Carabinieri, affinché possano essere accertati i fatti e individuare il responsabile per maltrattamento e tentata uccisione di animali (reato penale).
Un problema che si ripete
Purtroppo non si tratta di un episodio isolato.
Già nei mesi scorsi erano state pubblicate sui social diverse segnalazioni riguardanti presunti avvelenamenti di gatti. L'ultima, risalente allo scorso giugno, riguardava alcuni gatti della colonia felina di San Pietro, per i quali alcuni utenti avevano denunciato pubblicamente un serie di avvelenamenti.
E il problema non riguarda soltanto i gatti. Anche in passato, circa uno o due anni fa, erano stati segnalati avvelenamenti di alcuni cani nella zona di via Carlo Rocco.
Episodi diversi, avvenuti in momenti diversi, ma che riportano tutti alla stessa domanda: perché ancora oggi degli animali indifesi devono diventare bersaglio di gesti così crudeli?
Proteggere un animale non significa soltanto amarlo: significa anche rispettare la vita.
E forse sarebbe sufficiente questo, per capire che davanti a una ciotola piena di cibo destinato a un gatto non dovrebbero mai esserci né veleno, né chiodi, né viti, né qualsiasi altra cosa capace di trasformare un gesto di cura in una trappola mortale.
Se ingeriti, infatti, questi oggetti potrebbero provocare lesioni interne, sofferenze e conseguenze anche mortali. E proprio questo rende ancora più difficile comprendere un gesto del genere: non si tratta soltanto del rischio di uccidere un animale, ma di esporlo a una possibile lunga e terribile sofferenza arrecata con inutile crudeltà.
L'episodio è stato denunciato ai Carabinieri, affinché possano essere accertati i fatti e individuare il responsabile per maltrattamento e tentata uccisione di animali (reato penale).
Un problema che si ripete
Purtroppo non si tratta di un episodio isolato.
Già nei mesi scorsi erano state pubblicate sui social diverse segnalazioni riguardanti presunti avvelenamenti di gatti. L'ultima, risalente allo scorso giugno, riguardava alcuni gatti della colonia felina di San Pietro, per i quali alcuni utenti avevano denunciato pubblicamente un serie di avvelenamenti.
E il problema non riguarda soltanto i gatti. Anche in passato, circa uno o due anni fa, erano stati segnalati avvelenamenti di alcuni cani nella zona di via Carlo Rocco.
Episodi diversi, avvenuti in momenti diversi, ma che riportano tutti alla stessa domanda: perché ancora oggi degli animali indifesi devono diventare bersaglio di gesti così crudeli?
Una denuncia, ma senza odio
Di fronte a episodi del genere è comprensibile provare rabbia. Chi si occupa quotidianamente degli animali, li accudisce, porta loro cibo e cerca di proteggerli, sa quanto sia doloroso trovarsi davanti a gesti di questo tipo.
Ma proprio per questo è importante che la denuncia non si trasformi in una nuova occasione di odio sui social.
Non servono insulti, accuse senza prove o cacce al responsabile.
Di fronte a episodi del genere è comprensibile provare rabbia. Chi si occupa quotidianamente degli animali, li accudisce, porta loro cibo e cerca di proteggerli, sa quanto sia doloroso trovarsi davanti a gesti di questo tipo.
Ma proprio per questo è importante che la denuncia non si trasformi in una nuova occasione di odio sui social.
Non servono insulti, accuse senza prove o cacce al responsabile.
Servono attenzione, segnalazioni alle autorità e rispetto per gli animali.
Chiunque abbia informazioni utili su quanto accaduto dovrebbe rivolgersi alle forze dell'ordine, lasciando che siano le autorità competenti a svolgere gli accertamenti necessari.
Resta però una considerazione che, al di là delle indagini, dovrebbe far riflettere tutti.
È davvero un peccato che, ancora oggi, nella nostra cittadina si debba parlare di animali avvelenati o messi deliberatamente in pericolo. Gatti e cani non possono difendersi e non possono comprendere la ragione di tanta inutile cattiveria.
Resta però una considerazione che, al di là delle indagini, dovrebbe far riflettere tutti.
È davvero un peccato che, ancora oggi, nella nostra cittadina si debba parlare di animali avvelenati o messi deliberatamente in pericolo. Gatti e cani non possono difendersi e non possono comprendere la ragione di tanta inutile cattiveria.
Proteggere un animale non significa soltanto amarlo: significa anche rispettare la vita.
E forse sarebbe sufficiente questo, per capire che davanti a una ciotola piena di cibo destinato a un gatto non dovrebbero mai esserci né veleno, né chiodi, né viti, né qualsiasi altra cosa capace di trasformare un gesto di cura in una trappola mortale.
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